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A proposito di fiori

Ma si, parliamo ancora di due fiori.

Il primo l’ho fatto per Loredana, la mia consuocera, che l’ha indossato proprio per il matrimonio dei nostri figli. Ha voluto che glielo facessi con la stessa stoffa del suo vestito, ma ho utilizzato anche organza e tulle rigido per dare sostegno e creare delle forme allungate che lo rendessero particolare, alla fine ho completato aggiungendo la spilla dietro.

 Loredana

Il secondo l’ho creato per Anna, un’amica del forum che si è sposata ad ottobre. Anna ha pensato al suo bouquet in maniera molto originale, così ha chiesto a tutte le amiche del forum e non di crearle dei fiori con tecniche diverse e siccome le era piaciuto il fiore che avevo fatto per mia figlia, gliene ho fatto uno simile. Immaginando che andasse nel bouquet, avevo messo lo stelo per aggiungerlo agli altri fiori nel mazzo, ma lei, quando l’ha visto,  ha deciso di usarlo per i capelli e, vi dirò,  la cosa mi riempita di orgoglio!

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Auguri Anna!

La storia del matrimonio – I confetti

Non c’è matrimonio senza partecipazioni e confetti, eccomi quindi a raccontare quest’ultimo capitolo, che concluderò con qualche foto della cerimonia e del trattenimento.

La mia sposina ha deciso per un arcobaleno di confetti e mentre io taglio stoffa, tulle e nastri, lei prepara le bozze per le partecipazioni, gli inviti e i biglietti per i confetti, organizza i tavoli e il tableau mariage, tutto a  tema … papere, animaletto amato dallo sposo. La stampa è stata a cura della Litotecnica, studio grafico dei nostri carissimi amici Francesca e Fabrizio, che oltretutto hanno stampato pure i sigilli colorati per i confetti, tutti in tono col colore dei sacchetti.

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Così procedono i preparativi e colore dopo colore ho cucito tutti i sacchetti che poi ho confezionato, ringrazio per l’aiuto la mia amica Nicoletta  e la sposina che, tra uno scherzo e un dispetto, ha aiutato anche lei. Finito di confezionare tutti i sacchetti, ho preparato il cesto foderandolo con dello shantung di lino e seta avorio e fermandolo con nastri colorati, gli stessi colori usati per i confetti, poi ho fatto vari strati disponendo i sacchetti in modo da formare un tappeto colorato… che ha riscosso molto successo tra gli invitati!

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Nel frattempo anche Michela, la cognatina, ha il suo bel da fare, il topper per la torta nuziale… due bellissime e romantiche papere innamorate, ma anche due spiritose paperette per il tavolo degli sposi!

FotorCreated

Il tempo passa e finalmente arriva il 21 giugno, è il giorno fatidico! A questo punto è tutto pronto… che emozione e che giornata movimentata, trucco, parrucco… il fotografo… Ma che bella la sposa!

Naturalmente io ho dimenticato di scucire le tasche dei vestiti del papà della sposa e del fratello-testimone… (e non solo), ma a tutto c’è rimedio! Guardo i miei uomini tirati a lucido per l’occasione, sono proprio belli ed eleganti… ed emozionati!

Finalmente la cerimonia, all’aperto, il bellissimo giardino di Villa Trabia. Una cerimonia allegra, con tanti amici affettuosi, indimenticabile.

Poi il buffet a Villa Malfitano, altra bellissima e storica villa. Che dire, è stato tutto perfetto e gli sposi stupendi! Evviva gli sposi!

 FotorCreatedE qui si conclude la storia… o magari no!?!

La storia del matrimonio – Il fiore

Il fiore…

Prima di tutto lui, il fiore. Bisogna capire come lo vuole, così iniziano le prove. “Non deve essere troppo piccolo, ma non deve essere troppo grande… lo voglio piatto… no, anzi alto… no, no, no, meglio piatto…” …insomma, prova e riprova, alla fine sceglie il prototipo vincente e da lì parto fino ad arrivare al risultato finale e di cui sono orgogliosa, dopo aver visto gli occhi di mia figlia.

fiori

L’abito da sposa comprende una bellissima cinta alta in gros-grain avorio, chiusa da un fiocco abbottonato, ma lei ha voluto sostituirla con un bellissimo e lungo nastro in gros-grain di seta color malva antico, da chiudere con un fiocco e su cui applicare il fiore che ne richiamasse il colore, quindi, per farlo ho usato della seta avorio, satin e organza rosa malva e tulle avorio scuro, ho ritagliato i petali nei vari tessuti e in diverse dimensioni, poi, con l’aiuto del calore di una candela, li ho modellati uno per uno e alla fine li ho assemblati e cuciti uno sull’altro fino a completare il fiore. Infine, sul retro, ho attaccato il fermaglio su una base rigida.

Il fiore per l'abito e l'acconciatura

Non posso negare che l’effetto è notevole e, a questo punto, mi ritengo davvero soddisfatta. Missione compiuta, direte voi… eh no… alla sposina è venuto in mente che lo stesso fiore, ripetuto in miniatura,  magari accompagnato da qualche bocciolo, sarebbe stato perfetto per l’acconciatura… E come si fa a dire di no alla propria bellissima figlia!?!

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E la storia continua…

La storia del Matrimonio – L’inizio

L’inizio

Questa è la storia più bella… certamente per me, è la storia del matrimonio di Daria e Antonio. Di loro posso dire solo che sono belli dentro e fuori e che insieme sono fantastici, ma si sa… cuore di mamma! Lo scorso inverno i ragazzi hanno annunciato di volersi sposare e che il giorno prescelto era il 21 giugno, il solstizio d’estate. Che bella sorpresa… ma adesso bisognava pensare ai preparativi: l’abito della sposa, i confetti… e poi? mamma mia! Nessun problema, la sposa è calma e serafica, fa tutto con grande flemma… almeno in apparenza! Il giorno prescelto è così lontano… il 21 giugno. A novembre ha già scelto l’abito, bellissimo e semplice. Solo un tocco ironico come è lei: le tasche! è un abito Max Mara (colgo l’occasione per ringraziare tutte le commesse per la loro cortesia e simpatia, in particolare la signora Lorena). Dopo qualche giorno mi chiede se posso curarle dei particolari… ” Mamma, vorrei qualcosa fatta da te, mi faresti il fiore per la cinta?”…Panico! “…e se non mi riesce?” “Tranquilla mami, ti riesce, ti riesce!… Mi fai anche i sacchetti dei confetti?” Mia figlia ha la strana capacità di convincere le persone, facendole sentire tanto sicure da impegnarsi immediatamente. E così inizia l’avventura: io e lei in giro tutti i giorni a cercare i tessuti, i colori giusti, quelli che lei voleva, finché non siamo approdate da Ardizzone, un negozio storico della vecchia Palermo, dove finalmente abbiamo trovato tutte le stoffe, mentre i vari tipi di tulle e nastri li abbiamo trovati nella Merceria Di Salvo Francesca.

A questo punto la mia storia inizia con i tessuti per i fiori…

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… e quelli per i confetti.

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Ho citato i negozi (e manca ancora qualcuno) non per fare pubblicità, ma per rendere merito alla cortesia delle persone che ci hanno ben consigliate e aiutate nelle scelte dei materiali e dei colori.

SAL Trousse Giapponese – 1°, 2° e 3° tappa

Da qualche giorno sul forum dell’Isola creativa  è partito il SAL Trousse Giapponese a cura della bravissima Katia, alias Melany’s. SAL, per chi non lo sapesse, è acronimo di Sew ALong, se tante persone cuciono lo stesso modello, o Stitch Along, se ricamano lo stesso disegno, e consiste in un progetto che va completato in un tempo stabilito o a tappe stabilite, e prevede che i partecipanti pubblichino man mano le foto dei progressi di lavorazione. Dal nome si intuisce che qualcosa ha a che fare col Giappone:  la stoffa, infatti, deve essere a tema giapponese, ma io non ne avevo e, dato che è la prima volta che mi cimento nel piecing, preferisco usare quello che ho già in casa. Ed eccovi la mia storia cucita del  SAL!

Prima tappa

Dopo il solito pomeriggio di passione e sofferenza per scegliere le stoffe, tra le quali ho cercato quelle che più si avvicinano allo stile richiesto, finalmente mi decido e trovo anche il coraggio di tagliarle a quadrati 10×10 cm e 5×5 cm. Scelgo la fodera e poi stampo e taglio il cartamodello.

1 + 2_ 2014-02-03 19.12 SAL trousse giapponese

Adesso devo tagliare le varie parti in tessuto e imbottitura e… ops… la cerniera, lo sapevo che stavo dimenticando qualcosa! Va bene, domani vado a comprarla, per  oggi è tardi. Dicevo… adesso taglio tutto, la parte anteriore del cartamodello va tagliata in tanti pezzetti numerati  pieni di curve… mamma mia sembra un puzzle!

2014-02-05 16.09_SAL trousse Giapponese Quindi,  con la tecnica del paper piecing  si riassemblano. Detta così sembra facile… e in effetti  lo è, alla fine! Certo, la prima volta che vedi tutti pezzetti tagliati e le sagome di carta numerate disposte sopra ti confondi, però con le spiegazioni di Katya sui margini e i video su youtube che lei ci ha indicato  riesco a ricostruire il modello, e mi piace pure!

2014-02-06 13.03_SAL trousse Giapponese Seconda tappa

Si prosegue… taglio il retro della trousse e la fodera e anche l’imbottitura, preparo lo sbieco con la stoffa scelta e dispongo sia il retro che il puzzle sull’imbottitura;  imbastisco per fermare i due strati, adesso devo trapuntare… dilemma, a mano o con Briatrice? Mentre decido quale metodo userò per trapuntare, con la penna cancellabile per tessuti disegno la griglia da seguire.

2014-02-09 18.14 Terza tappa

Ok, deciso… trapunto a mano! Ma… che dolore! Certo a macchina sarebbe stato più facile, ma almeno una volta si deve provare. Non avendo mai trapuntato non so se ci siano delle regole sul procedimento, io ho fatto a modo mio, la griglia per le linee guida l’ho tracciata sul retro, cioè sull’imbottitura, così non ne resta traccia, che la penna sia cancellabile o meno. Poi ho iniziato a trapuntare, sempre sul retro, ho iniziato a cucire metà della riga con piccoli punti filza, partendo dalla metà della traccia e, basandomi sul ricamo a punto filza, ho lasciato in sospeso metà del filo che poi ho ripreso per  terminare la riga verso il lato opposto; ho completato la riga sul davanti del lavoro con lo stesso metodo.

6_2014-02-09 20.14_SAL trousse Giapponese Ho continuato così per tutte le righe, procedendo dalle righe più interne verso l’ultima esterna in modo da distribuire le pieghe che si formano trapuntando; finite le prime righe parallele sono passata a terminare la griglia con le righe trasversali in senso opposto… allo stesso modo ho eseguito il retro, con questo risultato:

7_2014-02-09 22.21.14_SAL trousse Giapponese Non male, direi!